domenica 12 aprile 2015

Lezione di sabato 11 aprile- la prateria

Stiamo entrando nell'habitat della prateria. La settimana prossima , con il PPT vedremo alcune interazioni interessanti tra piante e animali che si svolgono in questo ecosistema.
Un vero ecosistema con tanta biodiversità, specie e elementi fittamente intrecciati. Le dimensioni piccole dell'"erba" (che siamo abituati a vedere falciata, ma in realtà può essere alta come noi) e il colore a prima vista uniforme, favoriscono una riproduzione... semplificata.  Un po' perché il nostro cervello è sempre impostato dall'infanzia, un po' per pigrizia.
Ma ieri abbiamo lavorato cominciando a capire l'aspetto pittorico.

Come si disegna un prato? o meglio: come NON  si disegna un prato?
Ecco alcuni esempi di dipinti non naturalistici di prato fiorito, pescati dal web (sono in vendita...)
"aloni" bianchi intorno ai fiori, no grazie

piacevole ma senza struttura, verde tutto uguale, niente ombre.

monotono, piatto

c'è un minimo di prospettiva, ma i fiori sono tutti frontali, i colori monotoni, manca la luce e l'ombra
Bene, ora che sapete cosa è da evitare- monotonia cromatica, effetto carta da regalo, assenza di luci e ombre, prospettiva infantile... vi do' alcuni esempi dai libri che ho portato ieri, illustrati da
Andrea Ambrogio,  artista naturalista, un poeta del pennello, che usa l'acquerello con una maestrìa unica, ed è un naturalista con i fiocchi. Ce ne sono altri di bravissimi, Federico Gemma, Marco Preziosi, Maria Elena Ferrari, Graziano Ottaviani, Lorenzo Dotti, per citarne alcuni acquarellisti, ed ognuno interpreta nel suo stile la stessa natura che tutti abbiamo sotto agli occhi.
Chiusa parentesi, scusate le foto orribili ma entriamo un po' nel vivo di esempi  da Andrea Ambrogio.



Osservate prima di tutto il CONTRASTO tra luci e ombre, poi l'uso di AREE BIANCHE per dare luce, il MOVIMENTO di steli e erbe, il DETTAGLIO concentrato sulle zone di interesse.
Io stessa ho prodotto un piccolo acquerello veloce a mente, per dimostrare gli stessi concetti:

Si comincia dando una base chiara e lasciando bianche le corolle dei fiori e qualche stelo o foglia più lucente. Poi si inseriscono i toni medi e scuri. Per gli scuri occorre lavorare AL NEGATIVO lasciando i chiari ,o i bianchi, intatti. Molto utile il pennello a punta piatta.
Per lasciare i bianchi si può usare il mascherante o girarci attorno senza  bagnare; per gli steli si può usare il pastello a cera o ad olio chiaro, come nell'esempio.


Questa è la scheda sulla quale hanno lavorato la mattina i  4 presenti, in bianco e nero per non aggiungere il  problema di rifare il colore. Quello che volevo non era una copia, ma sperimentare la varietà di segni e ritmi offerti dagli esempi.

Ognuno ha scelto il suo, ed ora lascio parlare i risultati.
Emilia

Piero

Michela

Susanna
Dopo mangiato siamo usciti e, seduti sul muretto, a ranghi ancora più ridotti, abbiamo fatto il disegno dal vero di questo


Dal vero sembra tutto diverso, no? quindi anche nei risultati c'è stato un passetto indietro, una resa ancora un po' stereotipata. Erano meglio quelli fatti dalle foto. Forse un po' di stanchezza...
Michela

Susanna

Continueremo sabato prossimo. A tutti gli assenti, esercitatevi molto!